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Molteplici le specie animali che vivono ne Parco Nazionale si possono quantificare con circa 60 specie di mammiferi, 300 di uccelli, 40 di rettili, anfibi e pesci, e moltissime specie di insetti, comprendenti importanti forme endemiche.

Anfibi

Salamandra pezzata appenninica (Salamandra salamandra gigliolii) e la Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), l'Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata pachypus) e il Rospo comune (Bufo bufo spinosus). Nelle acque di Lago Vivo è stato rinvenuto il Tritone punteggiato (Triturus vulgaris meridionalis), mentre è frequente in acque stagnanti il Tritone crestato (Triturus cristatus carnifex).

Mammiferi

Orso Bruno Marsicano (Ursus arctos marsicanus) è l’animale simbolo del Parco. È un animale solitario, che vive nella foresta, ma può essere incontrato anche in luoghi aperti, soprattutto in alta quota. È prevalentemente onnivoro; si nutre di quello che trova nell’ambiente: frutta, bacche, erba, insetti, miele, piante, radici e resti di animali. Camoscio d’Abruzzo (Rupicapra pyrenaica ornata), che vive prevalentemente in alta quota, nutrendosi di erba sulle montagne che vanno dalla Meta, Forca Resuni e Camosciara. Il lupo appenninico (Canis lupus) che in passato veniva cacciato da pastori o professionisti della caccia al lupo, i famosi lupari, ha rischiato fortemente l’ estinzione. Il lupo vive di solito in branchi organizzati gerarchicamente e si nutre di piccoli animali o, d’inverno, di ungulati, predati con grande abilità. Il Cervo (Cervus elaphus hippelaphus) e il Capriolo (Capreolus capreolus) erano quasi estinti per cui, agli inizi degli anni ’70, furono reintrodotti, utilizzando animali catturati sulle Alpi. L’operazione ebbe successo e ora queste due specie sono di nuovo diffuse in tutta la zona tanto che è facile avvistarli o quantomeno sentire il tipico bramito del maschio del cervo nel periodo degli accoppiamenti (settembre-ottobre). La Lince (Linx linx) è un grosso felino dalle caratteristiche orecchie dritte con ciuffi di peli neri e la coda corta con la punta nera. La lince è un animale solitario e territoriale, difficile da avvistare. Si nutre di piccole prede quali lepri, volpi e cuccioli di cervo e capriolo cacciati con le tecniche tipiche dei felini basate sull'agguato e l'avvicinamento. Altri animali rari presenti nel Parco sono la Lontra (Lutra lutra), il Gatto selvatico (Felis silvestris), la Martora (Martes martes), la Faina (Martes foina), la Puzzola (Mustela putorius), la Donnola (Mustela nivalis) e il Tasso (Meles meles). Invece sono molto diffusi la Volpe (Vulpes vulpes toschii), il Ghiro (Myoxuis glis), il Moscardino (Muscardinus avellanarius), l'Arvicola delle Nevi (Chyonomis nivalis), il Riccio (Erinaceus europeaus), lo Scoiattolo meridionale (Sciurus vulgaris meridionalis). Non ultimi i Chirotteri, comunemente noti come pipistrelli, sui quali è corso un importante programma di ricerca sponsorizzato da Ente Parco e Nando Peretti Foundation, condotto da Danilo Russo con l'Università di Bristol (U.K.) e il Laboratorio di Ecologia Applicata (Facoltà di Agraria) dell'Università di Napoli Federico II.

Rettili

Biacco (Coluber viridiflavus) è uno tra rettili più diffusi nel Parco. Alla famiglia delle vipere oltre alla comune Aspide (Vipera aspis), più rara e localizzata è la Vipera dell'Orsini (Vipera ursinii) che si alimenta prevalentemente di insetti.
Va inoltre segnalato il Colubro liscio (Coronella austriaca) e, nei luoghi più freschi l'Orbettino (Anguis fragilis) e la Biscia dal Collare (Natrix natrix lanzai). Tra i lacertidi sono presenti la Lucertola (Lacerta muralis) e il Ramarro (Lacerta viridis).

Uccelli

L’Aquila Reale (Aquila chrysaetos), che vive in quota in posti poco accessibili. Si ciba di piccole prede cacciate avvistandole dall’alto con la sua proverbiale acutezza visiva. Altri rapaci diurni, dall’Astore (Accipiter gentilis), alla Poiana (Buteo buteo), al Falco Pellegrino (Falco peregrinus), senza escludere specie comuni come il Gheppio (Falco tinnunculus), e lo Sparviero (Accipiter nisus). Di notte si possono ascoltare i richiami dei rapaci notturni: la Civetta (Athena noctua), l'Allocco (Strix alluco), e il Barbagianni (Tyto alba). Particolarmente raro è il Picchio di Lilford (Picoides leocotus lilfordi), che vive nei boschi in alcune zone dell’Appennino centro-meridionale. Tra gli uccelli migratori, si distingue per la sua eleganza l'Airone Cenerino (Ardea cinerea). In alta montagna si incontrano il Gracchio alpino (Pyrrhocorax graculus) e il Gracchio corallino (Pyrrhocorax Pyrrhocorax); frequente anche il Fringuello alpino (Motifringilla nivalis) e il Culbianco (Oenanthe oenanthe) nonchè una specie nordica di eccezionale interesse la Coturnice (Alectoris graeca).